giovedì 9 aprile 2015
IMPARIAMO DAI PICCOLI...
"L'angelo chiese alla piccola Aurora:
- Cosa vuoi essere da grande?
- Felice. Rispose lei.
- E cos'è essere felice?
- Avere una famiglia che ti ama, giocare, sorridere, mangiare ogni tanto la pizza, stare in salute, sentirsi utile a qualcuno che ti ama così tanto da leggerti un libro o da regalartene uno, alcuni buoni amici con cui correre e dimenticare le cose brutte."
Stephen Littleword, L'angelo e Aurora
sabato 4 aprile 2015
GIORGIO GABER - LA FAMIGLIA
GABER, un poeta!
Con semplicità riesce a comunicare a chi ascolta questa sua grande opera: bellezza, valore e fragilità, che a mio parere ognuno di noi può' riconoscere all'interno del proprio nucleo famigliare.
BUON ASCOLTO cari AMICI!
domenica 29 marzo 2015
3. La società POST-INDUSTRIALE
Si verificò un’altra evoluzione:
dalla società industriale alla società post-industriale, con la nascita della "famiglia borghese".
In essa si consolidarono i valori
del lavoro, del risparmio e del successo sociale, riassunse importanza il
capo-famiglia e la donna, considerata come “regina della casa”.
Così la famiglia si sviluppò in
due spazi diversi: lo spazio pubblico: destinato al lavoro, alle relazioni
sociali, all'attività politica e lo spazio privato: considerato come “rifugio”
tranquillo e sicuro destinato alla vita domestica, ai sentimenti e agli
affetti.
L’affermarsi della società di
massa ha provocato ulteriori mutamenti sociali, diffondendo una cultura che
privilegia la “razionalità” e “l’efficienza” della scienza e della tecnologia,
promuovendo valori di libertà e autogestione nell'ambito della famiglia contemporanea,
ovvero quella "nucleare".
Questa è costituita da un
ristretto numero di persone, i due coniugi e i loro figli.
La vita nucleare è vista come un
centro d’affetti,
si nota inoltre in questa un aumento di sensibilità dei
genitori verso i problemi dell’educazione e della formazione scolastica dei
figli.
L’Individuo è libero di scegliere
e di costruirsi un avvenire soddisfacente.
Per quanto riguarda l’economia
oggi parliamo di crisi e questa genera disoccupazione.Nella famiglia della società
industriale, soprattutto negli anni del boom, un giovane di 18-19 anni se non
frequentava l’università era economicamente autosufficiente, oggi a 28-30 anni può
essere ancora disoccupato e quindi dipendente economicamente dai genitori.
La famiglia ritorna ad essere un
supporto economico per i figli.
Ogni individuo partecipa alla
vita politica attraverso il voto.
Il grande passaggio invece dalla
cultura rurale a quella industriale- urbana avvenne dal dopoguerra in avanti,
un passaggio che ha segnato la nostra realtà sociale. Si passò infatti da valori di
conservazione, tradizione, religione, dall'appartenenza al gruppo alla
responsabilità personale: è solo il singolo ad avere un ruolo significativo. Egli però si trova spesso disorientato in quanto non ha più norme da seguire.
Queste norme appartenevano al gruppo, che ormai non esiste più e alla
parentela, che non ha più significato.
Infine c’è da dire che la pratica
religiosa ha avuto un calo notevolissimo.
martedì 24 marzo 2015
2. La società INDUSTRIALE
La rivoluzione industriale
provocò profondi cambiamenti economici e sociali. La fabbrica divenne la nuova
realtà del lavoro, sostituendosi all'azienda agricola e alla bottega artigiana ed i centri urbani crebbero rapidamente.
Venne così a crearsi la “famiglia proletaria”, i cui membri
appartenevano alla classe operaia e lottavano per rinnovare il mondo del
lavoro.
In questo periodo si iniziò a
dare importanza al singolo e nacquero
nuovi ruoli, determinati dalle scelte e capacità di ognuno.
Per quanto riguarda l’ aspetto
economico fu avviata una nuova organizzazione del lavoro.
Il soggetto non era più il
padrone dell’azienda, ma un lavoratore: una persona cioè che andava a vendere,
come diceva Marx,la sua “merce-lavoro” e un dipendente: uno che non conosceva
il progetto del suo lavoro.
L’economia non era inoltre più
basata sullo scambio, ma sul mercato e sulla concorrenza.
In questo periodo lo stato
divenne Stato sociale (fautore Ottone Bismarck), non si preoccupava più
soltanto dei confini, ma anche dei propri cittadini nel senso di dar loro
un’assistenza ( previdenza sociale, ovvero pensioni per gli anziani e gli
invalidi, assistenza in caso di malattia e di infortunio sul lavoro e periodi
di riposo dati a madri incinte ecc..) e una scuola.
La famiglia grazie a questi
interventi perdeva parti delle sue funzioni, ne conservava però due in modo
particolare, una di socializzazione primaria, l’altra di rassicurazione
psicologica.
Prendendo in considerazione
l’aspetto culturale notiamo invece che la precedente “famiglia-azienda” cambiò
la propria rete di relazioni al suo interno. Ciascuno lasciava la sua casa e
andava a lavorare in fabbrica, ciascuno perciò poteva acquistare dei beni e
affermarsi economicamente, ciò provocò un cambiamento di cultura.
Si affermò inoltre una nuova
modalità di vita religiosa, in quanto la chiesa si interessò molto di più degli
aspetti religiosi che di quelli: economici, sociali e assistenziali.
martedì 17 marzo 2015
1.La società PRE-INDUSTRIALE
Parlando di società
pre-industriale, ho preso in considerazione tutto il periodo anteriore al 1750,
periodo in cui è venuta a costituirsi la
cosiddetta “famiglia patriarcale”.
Era la famiglia-tipo di una
società contadina e artigiana, unica istituzione capace di proteggere
l’individuo nel momento del bisogno e nelle difficoltà della vita.
L’individuo aveva poca importanza (valeva la famiglia: ricca o povera, con un buon nome o un cattivo nome, di
lavoratori o vagabondi..), ad ognuno era affidato un ruolo preciso, imposto e
accettato.
La famiglia era estesa, in quanto
composta da membri di più generazioni non tutti consanguinei, che svolgevano
sia attività domestiche che di sussistenza, in modo efficiente; e numerosa, formata da un elevato numero di
individui poiché al suo interno c’era un alto livello di fecondità.
Tra i membri di questa famiglia vi era un’intensa vita di relazione regolata dal patriarca, che esercitava il proprio potere di dominio e di controllo sulla moglie e sui figli ai quali
Tra i membri di questa famiglia vi era un’intensa vita di relazione regolata dal patriarca, che esercitava il proprio potere di dominio e di controllo sulla moglie e sui figli ai quali
attribuiva un ruolo preciso, che assolveva la funzione educativa ed
economico-sociale, essendo un’unità produttiva autosufficiente.
Infatti per quanto riguarda
l’aspetto economico la famiglia nella società pre-industriale si configurava
come una piccola azienda, essa produceva e consumava i beni, l’efficienza
dell’azienda era molto importante (più delle stesse relazioni affettive) perché
permetteva la sussistenza della famiglia stessa assicurandone il benessere.
Soffermandoci sull'ambito
politico invece, si nota che fino alla rivoluzione francese il singolo individuo
non aveva molto significato. Era il re che si preoccupava di salvaguardare o
allargare i confini dello stato, ma non si curava della miseria ed ignoranza
del popolo, interessato solamente al suo potere e prestigio.
Solo la Chiesa assisteva i malati, i poveri e si preoccupava
dell’istruzione, la famiglia perciò era lasciata a se stessa ed era l’unica
realtà che potesse garantire ai figli la sussistenza e un avvenire.
Vigevano una cultura di massa e
una cultura elitaria: la distanza tra le due era enorme.
giovedì 12 marzo 2015
Qual è stato il percorso della famiglia dalla società pre-industriale ad oggi?
La famiglia è una RETE DI RELAZIONI.
Tutte le reti di relazione mutano
nel tempo, in quanto dipendono da alcuni fattori; i quattro fattori fondamentali sono:
l’economia,la politica,la cultura e la religione.
Io ho analizzato tre particolari
momenti storici:
1) la società preindustriale,
2) la società industriale
3) la società
post-industriale;
per notare come le reti di relazioni sono cambiate
all'interno
del paese, a causa di fattori esterni.
venerdì 6 marzo 2015
CHE COS'È LA FAMIGLIA?
Partiamo affrontando il primo quesito posto.
In questi ultimi anni il nostro paese è stato colpito, come già sottolineato in precedenza, da una serie di crisi, che hanno investito diversi ambiti: economici, politici, culturali e sociali.
Per tentare di risolverle, penso sia importante prestare più attenzione e cura all'ambiente famigliare, il primo in cui il singolo individuo è inserito.Esso ha il ruolo di plasmare coloro che in un futuro costituiranno la società facendola progredire o regredire in base alle loro possibilità e abilità.
La parola famiglia individua un concetto preciso, anche se declinato in mille modi nelle differenti storie e culture del genere umano.
Essa rappresenta la “cellula fondamentale di ogni società”, all'interno della quale assumono particolare importanza le formazioni sociali basate su vincoli affettivi ed emotivi, che legano reciprocamente i loro membri e ne rendono possibile la condivisione della vita privata. La famiglia è inoltre considerata come una vera a propria istituzione.
Essa non è solo “fatto privato” volto ad educare, trasmettere valori, valorizzare e riconoscere le differenze individuali , le distinzioni di genere e le relazioni tra le differenti generazioni, è infatti anche un “fatto pubblico” che interessa l’intero contesto sociale in quanto vi si presenta come ammortizzatore sociale delle principali inefficienze istituzionali ed è quindi una risorsa sia per le persone che per l’intera società.
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